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Psicologia Analogica

 

La vita quotidiana può risultare certamente semplificata se ci impadroniamo di conoscenze sui dinamismi del pensiero analogico in modo da escogitare scorciatoie, trucchi, espedienti condivisibili dai due pensieri: analogico e logico.

La formula del successo? E’ quella di vivere nel benessere psichico, acquisendo tecniche e capacità concrete di Psicologia Analogica in modo da perseguire il seguente assioma formulato da Stefano Benemeglio, Padre fondatore delle discipline analogicheLA FELICITA’ E’ RAGGIUNGERE I PROPRI SOGNI IN PIENA LIBERTA’ ED IN PACE CON LA PROPRIA COSCIENZA.

A tal fine, Stefano Benemeglio è approdato ad una raffinata  metodica, L’EMOTIONAL COMMUNICATION SYSTEM, ossia la sintesi integrata delle tecniche induttive ipnotiche Benemegliane, rappresentate dal SISTEMA ENERGETICO, DAL SISTEMA SIMBOLICO E DAL SISTEMA ANALOGICO utilizzate nei dialoghi con il nostro inconscio e degli altri per ottenere assenso e consenso e conquistare benessere e qualità della vita.

La filosofia analogica focalizza l’attenzione sui tre principi irrinunciabili, ossia il Principio di Libertà, il Principio di Sogno e il Principio di Coscienza, definibili nei suoi dinamismi. E’ questa una nuova visione della vita che riconoscendo valore anche alla dimensione inconscia, ne valorizza i tre principi anche nell’azione e nell’interazione con la sfera razionale.

Il problema della libertà decisionale per “impotenza a gestire ostacoli” che impediscono di esprimersi per timore di fallire (con referente il genitore) ed il problema di Sogno per “incapacità a conquistare un ruolo” per timore e contrasto contro terzi e timore fallimentare a non saper gestire l’oggetto del desiderio (con referente Altri), possono portare nell’individuo una condizione di “dissociazione”, ossia di contrasto fra parte inconscia e parte logica ma sempre nella relazione di causa-effetto.

Il problema di Coscienza (con referente se stesso) costituisce invece il frutto della degenerazione di uno dei due problemi precedenti.

Conflitti di Coscienza

L’ individuo che si trova in condizione di conflitto di Coscienza, vive allora una profonda frattura interiore in una o più situazioni specifiche, nell’ ambito dei cinque punti distonici Benemegliani (la famiglia d’ origine, i rapporti affettivi, la sessualità, l’ autorealizzazione, i disturbi dell’ emotività e del comportamento) precisamente di “scissione” cioè di frattura del proprio pensiero razionale fra “ragione” e “riflessione”, che impedendogli di avere consapevolezza del motivo della propria sofferenza, si manifesta in una somatizzazione predisponente a una specifica malattia e il più delle volte nel sintomo ossessivo con blocchi del tipo:

a) ANSIOGENO COMPULSIVO (derivante dal problema di Sogno) dove l’ inconscio predomina e boicotta la razionalità. Questo disturbo è caratterizzato da diffidenze e dubbi infiniti demotivanti che generano eccessiva paura pregiudiziale a coinvolgersi nei confronti di cause ritenute perse e fallimentari.

Tali diffidenze non portano il soggetto a ragionare oggettivamente sul presente, o su problematiche degne di essere prese in considerazione ma egli tende solo a riflettere sulle assurdità accadute o presunte del passato, esse causa di sofferenze che generano “rimorso” e “rammarico” verso se stesso per “incapacità” e tutto ciò lo porta a sconfinare verso punte nevrotiche autolesionistiche.

b) COMPORTAMENTO PERSECUTORIO (derivante dal problema di Libertà) dove la razionalità predomina e boicotta l’ inconscio. Questo è+ un disturbo caratterizzato da accertamenti indiziari infiniti per paura di decidere, mancanza di coraggio e volontà che rendono il soggetto apatico per inibito spirito creativo. Il soggetto ragiona solo sulle assurdità presunte del presente che generano demeriti con rabbia e lo stesso non riflette con oggettività sugli eventi del passato degni di essere presi in considerazione, fino a sconfinare verso punte psicotiche eterolesionistiche.

Nel problema di Coscienza il soggetto attribuisce “a se stesso” la causa del suo malessere e quindi vive distaccato come uno spettatore incapace di gestire la quotidianità per una condizione di blocco, nel senso che la persona si chiude al solo pensiero e non agisce, divenendo preda della propria paura soprattutto di “decidere” (se il problema di Coscienza deriva da un ex problema di Libertà) o di “coinvolgersi” in cause presunte perse (se il problema di Coscienza deriva un ex problema di Sogno).

Pertanto il soggetto tende a “delegare” queste funzioni ad altre persone.
Questo dinamismo rispecchia ciò che è avvenuto alla “bloccata e malata” politica italiana in quanto i partiti politici per “incapacità e demerito”, impotenti a prendere decisioni per superare le difficoltà imposte dalla crisi economica hanno delegato al Governo Monti il superamento degli ostacoli legislativi, specie quelli inerenti il debito pubblico per conquistare gli obiettivi dell’ Italia. Lotte interne ai partiti e scandali hanno determinato “l’ autolesionismo degli stessi mentre le micidiali schermaglie fra partiti avversi hanno prodotto l’ eterolesionismo della politica italiana. 

Anche il conflitto di scelte e/o la rinuncia per impotenza ad assumersi in toto le responsabilità, operano a livello sociologico; infatti, basta pensare che oggi al governo abbiamo due leader ed abbiamo 2 papi…

Il dinamismo analogico

Il dinamismo analogico del problema di Sogno rispecchia la “sindrome di Dante e Beatrice” o di “Cyrano De Bergerac” e sua cugina Rossana, in quanto questi uomini si sono sentiti “impediti” e non hanno avuto il coraggio di manifestare il loro amore per conquistare le rispettive donne che hanno preferito altri partner.

Il dinamismo analogico del problema di Libertà rispecchia la sindrome di “Giulietta e Romeo” , dove ciascun partner è riuscito a conquistare l’ altro ma che comunque il loro sogno fu “ostacolato” dai rispettivi genitori. Romeo, per impotenza a questo ostacoli pur di conclamare la sua ribellione al pensiero genitoriale e quindi riaffermare la sua libertà decisionale degenera nel problema di coscienza (ex libertà) rinunciando al suo sogno uccidendone l’ oggetto del desiderio (eterolesionismo)facendo decadere la sua conquista e quindi il suo sogno (problema di coscienza ex sogno) fino al suicidio (autolesionismo).
Il problema di coscienza per i suoi aspetti ossessivi maniaclai riflette la sindrome di Dr. Jeckill e Mr. Hide.

A monte di questi dinamismi vi è fondamentalmente il “conflitto genitoriale”, che genera incantesimi nelle difficoltà quotidiane, fonte di impedimento per la conquista dei propri obiettivi a causa della “profezia genitoriale” (presagio, incapacità, impedimento) che sottende la paura della “sanzione”.

A questo conflitto si associano conseguentemente le relative paure vissute dall’ individuo e di seguito descritte:

a) Paura di fallire rispetto al proprio agire a causa dell’ atto di “ribellione evolutivo”. La contestazione e la ribellione hanno finalità di salvaguardare e conquistare la propria dignità di genere  e di potersi esprimere socialmente come uono/donna per conseguire l’ identità personale.
Non onorando il consiglio genitoriale si genera la cosiddetta paura della profezia genitoriale che porta a temere di imbattersi nei pericoli previsti dal genitoree che sottende una “sanzione” per la trasgressione al pensiero genitoriale.

b) Paura di emulare il genitore dello stesso sesso nei suoi difetti e vizi comnportamentali. Tale paura emulativa è frutto  di una analogia riflessa (ossia è frutto di un evento accaduto nel passato che si riflette nel presente). Ciò si esprime anche in relazione al conflitto genitoriale eterologo temendo che anche i difetti e i vizi comportamentali, che ha giudicato negativamente nel genitore di sesso opposto, li vedrà rappresentati in persone significative di sesso opposto che saranno oggetto del proprio desiderio (partner).

Quindi la “paura dell’ emulazione del mito genitoriale” è derivante dalla presa d’ atto che il suo essere reale non è conforme all’ idea di identità che il soggetto ha di se stesso.
Sono propri questi timori e paure le cause della “dissociazione” e della “scissione” quando si oggettivano in timore del “rifiuto”, della “vergogna” e della scelta condizionata (nel problema di libertà); timore dell’ abbandono, della disistima del “sentirsi in colpa” del “giudizio negativo” (nel problema di sogno); nel pentimento per paura di esternare la propria rabbia e provare rancore per non aver perdonato, o per paura del proprio “rimorso e rammarico” verso se stesso per non essersi comportato diversamente, o per paura del proprio “demerito per incapacita”, a causa del contrasto contro se stesso, a conquistare l’ oggetto del desiderio e quindi a non essere stato come il genitore avrebbe voluto (nel problema di coscienza).

La psicoterapia analogica genera un riequilibrio emozionale liberando l’ individuo da vincoli, timori, paure, cause della dissociazione e della scissione, che non consentono di affrontare le difficoltà della vita per conquistare i propri sogni.

Innovativa è la “procedura di allineamento”. Questo è da attribuirsi durante un incontro colloquio ipnotico interattivo con l’ inconscio, essa è funzionale a riportare l’ armonia, quando sia venuta meno fra l’ istanza emotiva e quella logica, riconducendo perciò l’ individuo alla consapevolezza personale della relazione di causa-effetto riguardo ad un problema vissuto e dunque al suo blocco.

In qualità di consulente Analogico e di Psicologo-Psicoterapeuta, ritengo che solo ” l’ allineamento Benemegliano” del pensiero analogico con il pensiero logico e quest’ ultimo nel raccostamento paritetico fra ragione e riflessione, consenta di dissolvere definitivamente l dissociazione e la scissione dei disturbi psicologici.

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